Prendersi cura della propria immagine è essenziale per un Businessman. La percezione che gli altri hanno di te, passa inevitabilmente attraverso la tua immagine.

Un viso rilassato, un aspetto sicuro e gradevole o magari impreziosito da alcuni dettagli non solo danno un tocco in più alla tua personalità, ma creano quello charme che spinge chi ti sta attorno ad avere fiducia nei tuoi confronti e nel tuo modo di lavorare assicurandoti autorevolezza.

– Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione –
Citava Oscar Wilde

Spesso gli appuntamenti d’affari sono incontri veloci, rapidi e di conseguenza la prima impressione assume un peso maggiore rispetto al solito, diventando addirittura determinante per l’esito dell’incontro.

Ma come ci si può prendere cura del proprio aspetto?

Oltre ad adottare sane e buone abitudini, è fondamentale scegliere con cura i prodotti da utilizzare.

Spesso ci perdiamo in un mare di informazioni e pubblicità riguardanti prodotti delle più disparate tipologie, marche e prezzi, ma che hanno tutti una cosa in comune: la promessa di darti il risultato che cerchi!

Ti sarà però capitato, almeno una volta nella vita, di aver acquistato dei prodotti, magari di rinomate marche, che però non solo non hanno mantenuto questa promessa, hanno a volte addirittura creato delle reazioni alla tua pelle come arrossamenti, pruriti o desquamazioni.

Come è possibile?

Diverse aziende, soprattutto quelle che si occupano della produzione di massa di alcuni prodotti di cosmetica e cura del corpo e che troviamo quasi sempre tra gli scaffali del supermercato, utilizzano al loro interno alcune sostanze che possono essere dannose per la nostra pelle e per i nostri capelli.

Parliamo di sostanze sintetiche, parabeni, sles, sls, sostanze derivate da petrolio o da plastiche che possono creare delle brutte reazioni e minare il nostro corpo. Per evitare brutte sorprese, è necessaria una conoscenza almeno base di alcuni nomi tecnici degli elementi utilizzati all’interno dei prodotti di cosmetica che troviamo nell’Inci.

L’INCI infatti, è una denominazione a livello internazionale che viene utilizzata per elencare tutti gli ingredienti presenti nella composizione di un prodotto cosmetico.

Conoscere il nome Inci di tutti gli elementi artificiali e naturali è davvero difficile, ma saper riconoscere gli elementi principali o quelli più utilizzati è doveroso.

In questo modo possiamo avere la consapevolezza della tipologia di prodotto che stiamo utilizzando e soprattutto della sua effettiva qualità.

I prodotti BARBUS® sono stati accuratamente studiati per creare una formula priva di parabeni, sles ed sls e garantire un prodotto di qualità che rispetti cute e capelli.

Vieni a scoprire i nostri prodotti all’interno del nostro salone o sul nostro shop online!

Quest’anno, più degli altri, sentiamo il bisogno di allontanarci dalla città, dal suo caos e dallo stress quotidiano, per immergerci in qualche posto lontano, in qualche paradiso terrestre e trascorrere qualche giorno o settimana in totale libertà e relax!

C’è chi aspetterà le settimane centrali di Agosto e chi invece vivrà la sua vacanza con un pò di anticipo, chi aspetta con impazienza di far ripartire la sua barca e chi invece non vede l’ora di potersi sdraiare a bordo piscina con un panorama mozzafiato che distende corpo e mente.

Ma una splendida vacanza può trasformarsi facilmente in un evento poco piacevole quando, ad esempio, non diamo la giusta importanza alla protezione della propria pelle o sottovalutiamo gli effetti negativi dei raggi solari che possono riversarsi su di noi.

Parlare di Protezione Solare non è mai abbastanza. Nonostante le continue raccomandazioni da parte di dermatologi e specialisti, capita spesso di ritrovarsi sotto l’esposizione dei raggi solari con la pelle scoperta e senza alcuna protezione, senza preoccuparsi dei possibili danni.


Perchè si parla tanto di protezione? Perché è così importante? Come agiscono i raggi del sole?

Quello che fa paura dei raggi UV, è la loro lunghezza d’onda che determina anche la profondità di penetrazione a livello cutaneo.

I raggi UV-A costituiscono la maggior parte dei raggi UV che riescono a raggiungere la Terra. Si tratta quindi dei raggi ultravioletti più lunghi e che, a differenza dei raggi UV-B ed UV-C, nel lungo periodo possono arrivare più in profondità nella pelle e creare danni a lungo termine.

A chi non piace vedersi un pò più colorito del solito?

Eppure, quando ci abbronziamo, stiamo attivando un sistema di difesa fisiologico.
Durante l’esposizione solare, il nostro corpo inizia a produrre melanina, in modo che la nostra pelle, scurendosi, sarà meno soggetta ai danni provocati dal sole, come ad esempio gli eritemi.

Ognuno di noi appartiene ad una tipologia di pelle differente, o meglio, ad uno dei 5 fototipi individuati dalla dermatologia, in base ad alcune caratteristiche come colore degli occhi, capelli, tendenza e modalità di abbronzarsi e di conseguenza a sviluppare o meno rossori ed eritemi.

L’eritema è, infatti, solo una delle possibili reazioni della pelle dovute ad una esposizione solare prolungata.
Edema, vesciche, arrossamento e desquamazione sono tutte reazioni che avvengono nell’immediato, ma a lungo andare c’è un altro tipo di reazione, detta tardiva, che si verifica nel lungo periodo.

In questo casi parliamo in primis dell’invecchiamento cutaneo ed in casi più gravi, di tumori cutanei.

Nel processo di fotoinvecchiamento, i raggi UV-A ma anche UV-B attivano il rilascio dei radicali liberi, ovvero alcune particolari molecole che per via delle loro caratteristiche, si legano ad altre, scatenando una reazione a catena che è possibile fermare solo attraverso degli antiossidanti.

Questo ci fa capire quanto i raggi solari possano essere dannosi per la nostra pelle, e di quanto la prevenzione sia fondamentale per evitare quegli effetti negativi, che si possono avere nel lungo termine.

Evitare l’esposizione solare nelle ore di punta, utilizzare una protezione solare adatta al proprio tipo di pelle ed utilizzarla anche in presenza di nuvole, sono solo alcuni dei comportamenti che possono aiutarci a vivere con serenità e sicurezza le nostre vacanze estive.

Lo so che questo titolo ha attirato la tua attenzione, così come so che il primo lockdown della storia ha distrutto lo status quo e vedeva imprenditori di tutte le categorie accorgersi per la prima volta di essere invisibili online!

La vita va avanti, sempre, e l’essere umano la prima abilità che ha sviluppato è proprio lo spirito di adattamento. La domanda ormai molto diffusa negli ultimi anni relativa al web : “serve davvero avere un sito web nell’era dei social network?“ è STUPIDA!

Chi prova a convincerti del contrario è un incompetente. Come riporta l’analisi dell’azienda WeAreSocial, dopo il 2020 il  73%  della  popolazione italiana è online (sono circa 43 milioni  le persone connesse ad Internet), quasi un +10% rispetto allo scorso anno.

La maggior parte di noi trascorre, ormai per abitudine, una buona parte del proprio tempo all’interno di Facebook, Instagram e Google.

Le persone utilizzano le piattaforme social per socializzare e perdere tempo e incrociano, senza volerlo, aziende e danno per scontato di  poter consultare, per verifiche,   il sito web per ogni azienda.

Quando hai un problema da risolvere cerchi informazioni su Google e, attraverso la ricerca tramite  parole chiave,  cerchi informazioni e soluzioni per risolvere i tuoi problemi.

E cosa trovi sulle pagine di Google? Lo sai già: Siti web!

Ma se ancora non sei convinto dell’importanza cruciale che ha in questo momento il sito web per la tua attività, vediamo alcuni validi motivi per chiamare urgentemente il tuo Marketing Manager e delegargli immediatamente lo sviluppo del sito web, perché molti clienti stanno scegliendo i tuoi concorrenti semplicemente perché tu non ci sei!

 

Ecco 7 validi motivi per cui dovresti creare il tuo sito web oggi stesso:

1. Sui social sei un ospite, il sito web è casa tua!
Che Facebook, Instagram, Linkedin, Tik Tok… questi social possano bannarti e bloccarti l’account in qualsiasi momento non è più un’ipotesi.
Succede sempre più spesso.

2. Ti fai trovare 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno:

Non c’è orario di chiusura online. Non puoi chiedere ad una persona di navigare quando sei aperto.
Ogni momento è quello giusto – per lui e per te – per portarlo a varcare la soglia della tua attività,

3. Rafforzi la Brand Identity.

Attraverso il sito web puoi spiegare nel dettaglio cosa fai e perché lo fai, dando così libero sfogo ai contenuti che valorizzano il tuo Brand, senza le restrizioni che gli stessi social sempre di più impongono.

In questo modo chi arriva sul tuo sito si ritroverà l’esatta comunicazione, le stesse cose che poi ritrovano dal vivo entrando in contatto con la tua realtà lavorativa.

4. Combatti la concorrenza.

Non permettere che la co n co r re n za t i ba t t a . Nel mondo delle imprese locali c’è la malsana convinzione che il web non serve a tanto perché “mi conoscono così”. Ma se ti conoscono così perché non vengono tutti da te? Renditi competitivo anche grazie ad una presenza online efficace e aumenta contatti e vendite!

5. È l’unica volta in cui hai il 100% dell’attenzione tutta per te.

Pensaci un attimo, sui social se una persona vede il post della tua pagina Facebook matematicamente significa che vede anche il post di altre aziende uguali alla tua.

Non è un mistero che i social network profilano le persone in base all’utilizzo della piattaforma e mostrano loro quello che più gli interessa in quel momento.

6. Creare una macchina acchiappa contatti e clienti.

Puoi scrivere tutto quello che vuoi sui social ma al momento nessuno strumento social, per via delle stringenti normative sulla privacy, ti permetterà di trasformare un visitatore in un “Lead” che continuerà a ricevere le tue email nel tempo.

Con un sito web incentrato sul Marketing (“Marketing Oriented”) il primo scopo del sito è quello di acquisire i dati dei navigatori per poterli ricontattare con sistemi di web automation. Il sito web è una macchina acchiappa contatti prima di tutto!

7. Sei nel Marketing di quello che fai!

Il primo lavoro di un imprenditore, artigiano, professionista, freelance… è quello di trovare clienti, solo dopo viene l’espletamento del lavoro vero e proprio!

Se ti piace l’idea di sviluppare un sito web che funzioni, studiato appositamente per diventare un vero strumento di marketing automation, richiedi una consulenza gratuita scansionando il QR Code.

Chi vive a Bari ha un legame indissolubile con la propria città, con il mare, con una luce che ne regala un fascino ineguagliabile, con i sapori di una cucina che ha conquistato il mondo con la sua semplicità e una tradizione che si sposa con l’innovazione e che si intreccia con l’arte, la cultura e le tradizioni che hanno fatto del capoluogo della Puglia una delle città più visitate e amate d’Europa.

E turismo e cultura hanno rappresentato il trampolino di lancio per la città che si affaccia a oriente, la cui immagine è sempre più presente nei film, a cinema e nelle fiction mandate in TV in prima serata.

Eppure molti non sanno che Bari e la Città Metropolitana rappresentano il motore dell’economia pugliese e dell’intero Mezzogiorno, con un tessuto produttivo in crescita e fortemente innovativo.

Una Città Metropolitana che per il valore aggiunto del totale delle attività economiche si colloca al 1° posto in Puglia, al 2 ° nell’Italia Meridionale e che ogni anno contende il primato a Venezia lungo la dorsale adriatica.

In questo contesto, la zona che ha la maggiore concentrazione di fabbriche e di addetti dell’intera area metropolitana è costituita dagli agglomerati Bari- Modugno e Molfetta del Consorzio ASI di Bari, che è anche un’area industriale fra le più grandi del Mezzogiorno e dell’Adriatico.

Più di mille aziende distribuite su oltre duemila ettari complessivi dei due agglomerati e decine di migliaia di addetti impiegati.

Oltre alla presenza di almeno una ventina tra medi e grandi gruppi italiani ed esteri, molte sono le PMI guidate da coraggiosi e instancabili imprenditori locali, ma anche le Start Up fortemente innovative in grado di aprirsi ai mercati esteri e a importanti processi di internazionalizzazione.

Le specializzazioni produttive più significative sviluppatesi nell’area sono la meccanica, con forte crescita del settore della meccatronica e un notevole peso dell’automotive grazie alla presenza di grossi gruppi stranieri, ma anche italiani, la chimica anche grazie al settore farmaceutico che sviluppa importanti fatturati, l’agroalimentare, l’industria editoriale, l’energia, l’ICT anche legato alla presenza di grandi call center, i servizi municipali con le sedi delle più importanti aziende municipali e metropolitane, il legno e il mobilio, i servizi ecologici e i servizi alle imprese.

In forte crescita il settore della logistica e dei trasporti, in particolare con riferimento alle aziende legate ai colossi delle vendite on line.

Il Consorzio ASI è nato nel 1960 e lo scorso anno ha festeggiato i suoi 60 anni. Questo da un lato attesta la longevità dell’importante apparato produttivo barese, ma dall’altro denota la necessità di guardare a un nuovo modello di ASI, capace di trasformarsi in un Hub di servizi altamente qualificati a favore delle aziende, soprattutto legati alle tematiche occupazionali, dell’innovazione e della internazionalizzazione.

E recentemente il nuovo management ha inaugurato, alla presenza del Sindaco Decaro, presso la propria sede nel cuore dell’area industriale, gli uffici del job centre del Comune di Bari PORTAFUTURO per favorire il matching tra domanda e offerta di lavoro.

A breve sarà avviato un importante progetto sostenuto da fondi MISE per favorire il trasferimento tecnologico alle imprese dei due agglomerati, mentre è stato approvato dall’Agenzia delle Dogane la localizzazione della zona doganale “franca” che potrà sostenere e incrementare la produzione rivolta all’estero extra UE con l’affrancamento dei dazi doganali per gli operatori ivi insediati.

È poi avviata l’importante e strategica partita delle ZES (Zone Economiche Speciali) che potrà conferire ulteriore attrattività a un’area già di per se fortemente attrattiva che guarda al futuro, anche grazie agli investimenti strutturali in corso di progettazione e di esecuzione, sostenuti da fondi regionali (Patto per la Puglia) e metropolitani (patto per la Città di Bari), oltre al PON Legalità sostenuto con fondi del Ministero degli Interni che permetterà di installare oltre 400 telecamere nei due agglomerati, finalizzati a garantire maggiore sicurezza alle aziende insediate (in tutto oltre 30milioni di investimenti finanziati).

Insomma il Consorzio ASI di Bari ambisce a diventare una delle ASI più importanti d’Italia, capace di sviluppare sempre più PIL a favore della Regione Puglia e di creare sempre maggiore occupazione, anche attraverso grandi insediamenti in corso di perfezionamento.
Tutto questo in un’ottica di una maggiore collaborazione tra le istituzioni attraverso la creazione di reti e mediante accordi e protocolli d’intesa.

E in questo quadro l’ASI di Bari lancia l’idea di un’ASI metropolitana, capace di divenire la “Cabina di Regia” dello sviluppo dell’intera area, coinvolgendo anche gli altri comuni metropolitani, non ricadenti in ASI, al fine di poter portare insieme una più proficua ed efficace azione di supporto e sostegno allo sviluppo industriale di tutto il territorio barese.

Abbiamo avuto modo di realizzare con lui una intervista e di fargli alcune domande per voi… Buona Lettura!

Parlaci un po’ di te e di come nasce Frulli Group Srl.

La storia della Famiglia Frulli inizia con mio padre, che da agente di commercio, apre la sua agenzia di rappresentanza in Puglia dopo aver lavorato per un periodo di tempo nel nord Italia. Il mio cognome è stata l’eredità più preziosa che abbia ricevuto nella mia vita professionale.
Le mie esperienze lavorative iniziano proprio all’interno dell’agenzia di famiglia, al suo fianco, ma successivamente intraprendo un percorso autonomo ma parallelo al suo.

Questo, mi ha permesso di muovermi in autonomia pur avendo sempre un occhio vigile da parte di mio padre.
Durante le mie esperienze ho avuto la fortuna di relazionarmi con Manager di alto profilo, Nazionale e Internazionale, che mi hanno aiutato a crescere, lasciandomi sempre qualcosa di loro e aiutandomi ad aprire ancora di più la mente e trasformare quella che era un’attività di agenzia in una vera e propria azienda strutturata.

Parliamo di formazione, quanto è stata importante per lo sviluppo della tua impresa?

In quanto Agenzia di Rappresentanze, il personale sia interno che esterno costituisce la risorsa principale e la loro formazione è fondamentale per svolgere l’attività di presentazione dei prodotti. Oggi la formazione dei colleghi che lavorano in azienda è basata sia su conoscenze di tipo tecnico che economiche oltre che di vendita.

La conoscenza specifica dei prodotti, le caratteristiche organolettiche oltre che le differenze con i prodotti della concorrenza, capire perché quel determinato prodotto ha quel costo è importante per dare il giusto valore al prodotto.

Allo stesso tempo, studiare le dinamiche dei clienti con il quale ci interfacciamo e capire quindi quali sono le loro esigenze, qual è la migliore proposta commerciale per affrontare la sfida del mercato, e mantenere un equilibrio sul territorio tra i vari attori del mercato.

Per questo motivo collaboriamo, con l’università e con titolate società di ricerca e sviluppo per implementare la conoscenza con l’obiettivo di alzare sempre più l’asticella della qualità dei servizi da noi offerti.

Arriva un imprenditore che non ti conosce e ti chiede: “che lavoro fai?”. Cosa gli rispondi?

Sono un imprenditore a cui piace lavorare su più business. Titolare di un’agenzia di rappresentanza, Imprenditore nel Business dell’agricoltura con l’azienda Orti di Puglia “Jentu” creando un prodotto della mia terra, la Puglia.

In questa azienda, stiamo investendo molto sia sulle competenze delle persone sia in tecnologia con macchinari più efficienti che logistici con l’ampliamento dello stabilimento. Inoltre abbiamo un vivaio interno di oltre 4 milioni di piantine di nostra produzione.

Nella tua visione d’impresa prevale la valorizzazione del territorio oppure un’espansione su tutto il territorio Nazionale?

Per quanto riguarda l’attività di agenzia, abbiamo già definito un percorso che ci vede protagonisti su tutto il territorio della cosiddetta AREA 4, in quanto questo mercato ormai è considerato unificato, mentre siamo partiti con un progetto nazionale di network con agenzie che condividono con noi gli stessi valori. A settembre 2021 inaugureremo la nostra nuova sede su Milano.

Per quanto riguarda invece il brand Orti di Puglia “Jentu”, il focus primario rimane la valorizzazione del territorio, puntando a diventare l’azienda di riferimento pugliese per tutte le catene di distribuzione alimentare.

Trattandosi di agricoltura è fondamentale strutturare e creare una base solida nel territorio di appartenenza per poi prendere in considerazione l’espansione dell’attività anche fuori dalla puglia.

Che tipo di difficoltà vive un’azienda che vive oggi di agricoltura?

L’agricoltura ha bisogno di continui investimenti, soprattutto per chi come noi, crea un prodotto che non è industriale ma viene solo lavorato, quindi lavato, tagliato, confezionato e pronto al consumo con 6 giorni di “shelf life”.

Per avere un buon risultato ed un prodotto qualitativamente buono, bisogna effettuare degli investimenti importanti, mirati ed attendere il tempo che serve alla terra per dare i suoi frutti.

Per farsi apprezzare dal mercato, è necessario cercar di fare il prodotto più buono ed essere efficace ed efficiente sulla catena produttiva, nei processi, che devono essere sempre più produttivi per avere un’offerta economica adeguata.

Il mio auspico che chi ha il potere di indirizzare le risorse pubbliche per gli investimenti abbia un’attenzione maggiore nell’agricoltura, che a mio avviso, è la prima risorsa del nostro territorio su cui puntare.

Nel quadro generale, c’è una forte connessione tra benessere mentale, alimentare e fisico, per questo abbiamo deciso di investire in un nuovo progetto nel mercato del benessere fisico.

Che impatto ha avuto sulle tue imprese, il 2020, l’anno del Covid?

Il Covid ha avuto un impatto relativo sulle nostre imprese. Noi siamo fra le imprese fortunate. Lavorando con la catena alimentare e non abbiamo subito il blocco dell’attività.

Abbiamo analizzato come è cambiata, in questo periodo, la spesa del consumatore, dove oggettivamente si sono venduti maggiormente prodotti “commodities” a discapito dei prodotti con più valore di servizio, di conseguenza con più margine.

Lavorando su più categorie merceologiche, il nostro fatturato nel complesso è aumentato.

In questo periodo particolare, per molti davvero difficile, noi siamo stati dei privilegiati ed è stato giusto essere vicini alla comunità, in accordo con le istituzioni sanitarie e il comune di Bari, con donazioni economiche, prodotti alimentari e macchinari sanitari.

Prima parlavamo dell’importanza dell’ Agricoltura per il territorio pugliese e della connessione tra alimentazione, benessere fisico e mentale, ed hai fatto cenno ad un nuovo progetto nel Wellness. Di cosa si tratta?

Si, si tratta di un progetto nato per caso, durante una conversazione con il mio personal trainer che mi ha parlato di un nuovo progetto di palestra.

Incuriosito, ho voluto approfondire la materia e successivamente mi sono “ritrovato” in un incontro con un grosso gruppo del settore, che in Italia vanta 70 palestre ed altre nel resto d’Europa.

A settembre apriremo contemporaneamente 2 palestre da 1100mq cadauna a Bari in particolare presso i centro commerciali Mongolfiera di Viale Pasteur e di Japigia.

Ho scelto di investire in questo progetto perché ritengo sia il format di palestra del prossimo futuro. Si tratta di una palestra grande, accogliente, con personale qualificato in un format avveniristico ad un costo accessibile a tutti. Una vera innovazione per il mondo wellness a Bari.

Il nostro obiettivo è quello di aprire 8 sedi in Puglia, con focus al momento sulla provincia di Bari e BAT.

Alla luce della tua storia e della tua attività, chi è secondo te, un vero imprenditore?

Chiunque rischia il capitale proprio, può essere definito un imprenditore.

C’è però una differenza tra due tipologie di questa categoria: ci sono gli imprenditori lavorano sulla propria attività per soddisfare il benessere proprio limitandolo alla propria famiglia e poi ci sono i “Businessman”, ovvero imprenditori proiettati nel trasformare la propria attività in un’impresa che oltre a restituire una gratificazione economica comincia ad essere un ecosistema sociale.

La più grande dote di un imprenditore, a mio avviso, deve essere la capacità di individuare figure professionali affidabili e competenti a cui delegare mansioni specifiche per sviluppare la propria azienda.

Ci sono dei consigli che possiamo dare ad un ragazzo giovane che vuole realizzare un progetto d’impresa?

In qualità di Presidente dei Giovani Imprenditori, ci sono diversi consigli che mi sento di dare:

1. Scegli un’attività che ti piace perché la prima soddisfazione è nel fare un lavoro che non ti sia di peso. Infatti, la passione e la perseveranza sono le leve per avere successo.

2. Studia e preparati per affrontare quel determinato lavoro, in quanto oggi l’errore più frequente è l’improvvisazione!

L’improvvisazione non è più consentita: il mondo economico, i fornitori, clienti, dipendenti e tutti gli altri attori del mondo del lavoro, con il quale ogni imprenditore si interfaccia, non perdonano l’errore, quindi è fondamentale essere preparati e specializzati nell’attività del lavoro che si vuole intraprendere. In passato avevamo l’opportunità di iniziare come giovane apprendista e successivamente acquisita una competenza sul campo, si prendeva l’iniziativa di lavorare in proprio e diventare imprenditori. Oggi con le regole del mercato sempre più stressanti e competitive è difficile aprire una attività, in quanto l’impegno finanziario proprio è eccessivamente oneroso per molti.

3. Armati di spirito di sacrificio. Questo è il punto più importante! Fare l’imprenditore è un lavoro difficile che comporta tante responsabilità, non ha orari, non ha una retribuzione certa e comporta una serie di sacrifici economici e personali che molto spesso vengono retribuiti meno di un impiego da dipendente.

Per questo la passione, la costanza, la determinazione e la perseveranza sono gli elementi di cui nutrirsi tutti i giorni a questo aggiungiamo un pizzico di fortuna che non fa mai male.

Probabilmente non c’e’ alcuna idea che sia piu’ ispiratrice e motivante
per un imprenditore o un professionista, della prospettiva di semplificare
la complessita’ in cui vive quotidianamente e riprendersi quella serenita’
e quella leggerezza che si provava quando ancora la complessita’ non
faceva parte della propria vita.

Semplificare il proprio business è “semplice”, ma non facile. Tutto ciò che ti si richiede è una singola decisione riguardo alla tua vita imprenditoriale.

Quella piccola parte di imprenditori semplificatori totalmente impegnati per una vita e un business semplificato, ha preso quest’unica decisione.

Come risultato, la loro vita personale e professionale è diventata molto più gratificante e immensamente più semplice. Se ne hai abbastanza di passare giornate a rispondere al telefono, ai “Whatsapp”, alle email, alle richieste di clienti, fornitori, collaboratori, sei sulla strada giusta.

E poiché la tecnologia del XXI secolo sta rendendo possibile sistematizzare e automatizzare gran parte di ciò che fai, il mio suggerimento è di capire come fare a scalare il tuo business senza necessariamente aumentare le spese e la complessità.

Questa è la sfida dell’imprenditore semplificatore. Insieme a quella di dire “no” ai soldi sbagliati, quelli che potrebbero provenire da opportunità che nulla hanno a che fare con la direzione strategica del business ma sono solo una distrazione da esso e da dove tu vuoi davvero arrivare.
Ecco, il successo è direttamente proporzionale a quanti
“no” sei capace di dire nella tua vita, ogni giorno.

Molta gente pensa che tutti gli imprenditori siano guidati solo dall’obiettivo di fare soldi, ma è un pregiudizio. Per i migliori imprenditori la felicità corrisponde anche ad avere tempo per godersi la vita.

Tu sei un creatore di vero valore e il tuo più grande impatto sui tuoi clienti, verrà dal sentirti meglio, più in pace, più energico e soddisfatto.

Uno studio a lungo termine fatto da Startup Genome Project ha analizzato circa 3200 startup di tecnologia ad alto potenziale di crescita e ha scoperto che ben il 74% di queste è fallita, ma non a causa della competizione o di un modello sbagliato di business ma perché… sono cresciute troppo velocemente!

La crescita come focus primario potrebbe non essere proprio un’idea vincente.

Kauffman Foundation ha fatto uno studio sulle 5000 aziende a più alta velocità di crescita e cosa ha scoperto? Che tra i 5 e gli 8 anni dopo la “nomina” di azienda a più alta velocità di crescita, più di due terzi di queste 5000 erano fallite o erano state vendute al di sotto del loro valore di mercato o avevano avuto pesanti battute di arresto, confermando i risultati dello Startup Genome Project.

La complessità e la crescita possono causare guai, soprattutto se la crescita non è sostenibile e integrata, ovvero: non deve andare a discapito del tuo stile di vita.

Avere un business non significa avere un lavoro, perché un lavoro è qualcosa in cui scambi tempo per denaro.

Purtroppo più del 90% di imprenditori e professionisti costruisce il proprio business in questa maniera (me compreso, all’inizio!) senza capire che avrebbe prima dovuto fare una mappa, un “blueprint”, un progetto specifico, “partendo dalla fine” come scrive Stephen Covey nel suo capolavoro “Le 7 regole per avere successo”.
Se non semplifichi il tuo business affinché possa darti ciò che davvero vuoi, ti succhierà via tutto il tempo e la vita stessa. Sarà solo un lavoro, da cui puoi prender meno ferie dei tuoi dipendenti ma con molte più responsabilità (e a volte con meno guadagni!).

Capisci perché semplificare il tuo business non è più un desiderio ma un bisogno impellente?

Perché il tempo è vita, per dirla con le ottime parole di MJ De Marco nel suo long seller Autostrada per la Ricchezza.

Quindi, la prossima volta che qualcuno ti chiede di dedicargli del tempo o tu stesso hai una ennesima nuova trovata/ progetto/idea a cui dedicare il tuo tempo, considera quanto ne valga davvero la pena e se ti stai complicando ancora di più la vita invece che semplificarla. Se rubi tempo a te stesso, sei il primo ladro della tua libertà!

E a proposito di felicità e relazioni importanti: perché alcuni imprenditori sembrano essere più coinvolti dalla relazione che hanno con la loro azienda che con la moglie, il marito o i figli?

Se questa è una scelta quasi necessaria in fase di startup (e sto parlando anche di qualche anno), essa diventa un malsano, lunghissimo stile di vita per tantissime persone.

Il tempo, in quest’ottica, non è denaro. È qualcosa di molto più prezioso come l’oro o meglio, come il platino o come un diamante.

Abbiamo avuto la possibilità di fare con lui una chiacchierata, così da poter conoscere meglio “Girone edilizia” ed i suoi lavori sempre al passo con i tempi.

Quando nasce Girone Edilizia?

La nostra impresa nasce con mio padre Franco Girone nel 1975, anni del boom edilizio e in cui la manodopera era molto richiesta.  Inizialmente lui e la sua squadra si occupavano unicamente di intonaci e successivamente, verso la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90, hanno contribuito alla realizzazione di importanti opere come la torre di Rozzano, parte degli impianti dello stadio San Siro a Milano e del Delle Alpi di Torino e un gran numero di ospedali sparsi in tutta Italia.

Questi importanti lavori hanno portato ad un’evoluzione e ad una crescita della nostra impresa familiare che ha poi iniziato a lavorare e dunque costruire nel nostro territorio.

Infatti, nel 1992, sono iniziati i lavori della prima villa di famiglia, fino ad arrivare poi al 2004 alla realizzazione del nostro primo grande complesso condominiale nel quartiere San Paolo, con più di 1300 appartamenti costruiti. Nell’ottobre 2016 l’avventura continua con il primo progetto personale, con i lavori di costruzione del Residence Papapicco a Palese, in cui abbiamo realizzato 70 appartamenti.

Dal 2016 ad oggi mi sono occupato della gestione di diversi progetti, per ultimo un progetto iniziato a gennaio 2021 riguardante una schiera di ville unifamiliari sempre a Palese.

Quali sono i vostri punti di forza?

La nostra impresa dà molta importanza al valore della casa e per questo abbiamo deciso di focalizzarci sulla realizzazione di appartamenti tecnologici a risparmio energetico, che permettono una vita più serena con meno preoccupazioni e più risparmio.

Per quanto mi riguarda, l’indipendenza di un appartamento è alla base del nostro lavoro e proprio per questo cerchiamo di venire incontro nel miglior modo possibile ai nostri clienti.

In aggiunta ai numerosi servizi che già offriamo, siamo gli unici costruttori sul territorio barese a consegnare una certificazione acustica dell’immobile e questo lo facciamo perché conosciamo bene le dinamiche della vita condominiale e vogliamo garantire la giusta serenità abitativa a chi sceglie le nostre case. Inoltre, offriamo ai nostri clienti una vasta possibilità di scelta sulle rifiniture, sempre tenendo conto dei loro bisogni e del loro gusto personale.

Perché scegliere una casa di nuova costruzione piuttosto che un usato?

Nonostante gli incentivi alla ristrutturazione grazie agli EcoBonus messi a disposizione dallo Stato, a mio parere è sempre meglio comprare una casa di nuova costruzione, studiata secondo le proprie esigenze e nei minimi particolari.

I lavori di ristrutturazione ti permettono di agire solo sull’involucro esterno dell’edificio, mentre una casa nuova ti dà la possibilità di scelta di materiali nuovi e moderni, gestiti da una figura competente.

Inoltre, una casa di nuova costruzione avrà sicuramente più valore qualora in futuro si decidesse di venderla, cosa che invece non potrà avvenire con un immobile ristrutturato, in cui i soldi spesi, e quindi messi da parte con fatica nel corso degli anni, andranno persi.

Come vedi il futuro dell’edilizia barese tra dieci anni?

Vedo un futuro dedicato all’innovazione, con fabbricati innovativi e curati nei dettagli architettonici. Ci sarà un maggiore ammodernamento della nostra città, che sarà sempre più popolata di gente intenzionata all’acquisto di una casa nuova.

Noi come impresa ci sposteremo più sull’utilizzo di materiali ecosostenibili, curando maggiormente la parte estetica dell’edificio e dando valore alla sostenibilità ambientale.

Che consigli ti senti di dare ad un giovane imprenditore?

Innanzitutto, gli consiglierei di valutare bene tutti i fattori di rischio del lavoro che andrà a svolgere e tutte le situazioni che gli si potranno presentare davanti, sia in positivo che in negativo. Ed infine gli direi “abbi coraggio, se ti senti di fare una cosa, affrontala senza paura!”.

Il Covid ha portato ad una crisi nel vostro settore?

Assolutamente no, anzi. Già dalla prima riapertura dei cantieri il 23 maggio 2020, c’è stato il primo afflusso delle vendite. In questi due anni di pandemia si è riscoperta l’importanza della casa e si è dato il giusto valore agli spazi che la compongono.
La reclusione forzata durante il lockdown ha spinto molte persone a voler avere una propria indipendenza e quindi a ragionare sull’acquisto di una casa propria.

Il Covid ha insegnato a reimpossessarsi della consapevolezza degli spazi della casa e sono sicuro che ci saranno sempre più richieste e che questo settore non morirà mai.

 

Partiamo col botto: i ricchi sanno esattamente qual è il vero ruolo dell’assicuratore per la propria serenità. Nel proprio business plan hanno una voce assicurazioni fra la voce investimenti esattamente come una spesa necessaria.

I poveri vedono l’assicuratore come quel manigoldo al quale chiedere lo sconto sulla polizza auto.

Ogni giorno durante i telegiornali, sui quotidiani, online da Google News vengono raccontate notizie riguardanti decessi o gravi lesioni che lasciano invalidate persone in seguito problemi di salute, oppure a infortuni per strada o sul lavoro.

Dai dati pubblicati sul sito dell’ISTAT nel 2019, solo 73 persone su 100 (non 1.000, 10.000, etc) godono di buona salute dai 35 ai 55 anni, dei 316.206 incidenti stradali il 55% ha avuto almeno una persona che ha subito una lesione, e si sono verificati 641368 infortuni sul lavoro di cui 1.089 mortali. Queste statistiche sono praticamente costanti da diversi anni.

Questi dati ci dicono che ogni giorno siamo soggetti ad imprevisti. E per loro natura, non certi. E allora perché, a fronte di così tanti rischi imprevisti là fuori quasi in altrettante situazioni le persone coinvolte o le famiglie entrano in una crisi economica e finanziaria, tante volte anche inarrestabile e per affrontarla si deve dare fondo a tutte le riserve liquide e patrimoniali?

Il motivo? L’italiano non crede nella protezione, non crede nelle soluzioni assicurative, non conosce esattamente qual è il ruolo dell’assicuratore!

O meglio, sa che è la persona alla quale chiedere lo sconto sulla polizza auto, alla quale in base a soggettive considerazioni personali chiedere queste o quelle coperture, che in qualche caso sono parzialmente anche azzeccate.

L’idea prevalente è “perché devo parlare con lui dei miei affetti o effetti personali?” magari come si fa col medico o col gestore di banca.

A causa di ciò, i soldi vengono considerati “spesi” e non investiti in coperture assicurative e la ovvia conseguenza è che sia l’assicuratore, che le assicurazioni non vengono presi in dovuta considerazione, e basta uno solo degli imprevisti menzionati a far bruciare come paglia risparmi o anni di duri sacrifici.

Per mantenere costante il proprio stile di vita e proteggere i propri beni è fondamentale che tutti i rischi quotidiani della vita vengano trasferiti alle compagnie di assicurazione e soprattutto nel modo corretto. Non c’è altra soluzione.

Cosa pensi di fare?

Lavorare 16-18 ore al giorno, 7 giorni su 7, per accumulare il più possibile e sperare che non accada mai nulla?

NOOOO! Perché andresti, per esempio, a compromettere il tempo che dedichi alla tua famiglia o ai tuoi hobbies!

Ecco perché è importante affidarsi all’assicuratore perché il suo compito è quello di non far mai andare in difficoltà finanziaria i propri clienti durante il lungo ciclo della loro vita.

È quel Professionista che aiuta le persone a non entrare in una crisi economica e finanziaria irreversibile nonostante i gravi e certi imprevisti della vita.

Mi rendo conto che per la maggior parte delle persone questa definizione si discosta molto dall’idea che si ha del lavoro dell’assicuratore, figura spesso legata solamente alla polizza per l’auto o senza un senso effettivo a quella per la casa o gli infortuni, anziché colui che protegge i suoi clienti dai rischi di ogni giorno. Però per svolgere questo lavoro è necessario saper identificare tutti questi rischi e con un metodo preciso di analisi.

L’assicuratore deve avere una chiara mappatura dei rischi e la loro relativa classificazione. Questa divisione facilita il processo di individuazione e quantificazione.

Solo così si può decidere esattamente quali rischi si possono attenuare, quali eliminare e quali trasferire alle compagnie di assicurazione. Con questa soluzione puoi completamente dedicarti serenamente a gestire senza stress il tuo lavoro, a godere dei tuoi successi e soprattutto a goderteli magari con la tua famiglia!

Ecco perché l’assicuratore è il professionista per ottenere la serenità e la costanza del tuo stile di vita.
Le persone vedono l’assicuratore come colui che ti viene a trovare ogni qual volta la sua compagnia ha deciso che ti deve appioppare un prodotto infortuni, malattia o casa senza una logica di priorità o un senso rispetto alla situazione specifica.

Questo modo di agire da parte dell’assicuratore è estremamente sbagliato e se hai a che fare con uno con queste caratteristiche devi tenerlo molto alla larga da te!

L’ approccio che devi cercare dall’assicuratore è quello di fornirti le informazioni per essere pienamente consapevole della tua situazione e degli imprevisti che ti circondano.

Sono convinto sia l’unica strada per metterti nelle condizioni di scegliere consapevolmente e assumerti la responsabilità per il tuo futuro e quello della tua famiglia. A questo punto penso tu abbia molto più chiaro quale sia il vero lavoro dell’assicuratore e quanto sia importante per te e la tua famiglia affidarti a chi è in grado di effettuare questo tipo di analisi.

Per ottenere tutte le informazioni necessarie per:
1. Aumentare la tua Sicurezza economica;
2.
Costruire più Risorse per il futuro.

Puoi contattarmi sul sitoweb www.schinotiassicura.it e sarai contattato per effettuare una consulenza gratuita con me.

 

 

La libertà finanziaria, di cui spesso si sente parlare, non è un’utopia, ma un vero e proprio stile di vita, così come cerchi di mangiare sano, fare sport e dedicare del tempo alle tue passioni è importante mantenere in salute il tuo aspetto finanziario.

Siamo davanti ad un momento storico molto delicato, in cui la ricchezza si sta pian piano trasferendo in poche mani.

L’effetto clessidra è sempre più visibile, i ricchi lo sono sempre di più e la classe media sta scomparendo.

Oggi più che mai è importante studiare e formarsi non solo per costruirsi un futuro migliore, ma anche per sapere gestire e proteggere le proprie finanze. 

Ma solo questo non basta. Formarsi senza poi passare all’execution non ti permetterà di raggiungere i tuoi obiettivi, e quindi, ottenere risultati. 

Famiglia, stato e scuola non insegnano nulla sull’educazione finanziaria e nel nostro paese la maggior parte delle persone non sono preparate a gestire le proprie finanze e tantomeno avere un piano chiaro e specifico su come muoversi. 

Pensa solo ad una cosa. Se domani ti dovessero licenziare, per quanto tempo potresti sopravvivere senza lavoro?

Questa è una domanda importante a cui rispondere, perchè ti fa rendere conto di quanto non puoi basare la tua vita su un’unica entrata economica. 

Una soluzione per risolvere questo problema esiste. Devi trovare il modo di diversificare le tue entrate. Per vivere sereno dovresti avere almeno 3 entrate economiche slegate tra loro, dal tuo tempo e dallo stipendio. 

Quali sono quindi le migliori strategie per poter costruire un percorso verso la libertà finanziaria? 

Con la mia società, la Alfio Bardolla Training Group S.p.A., quotata alla Borsa di Milano, ho formato più di 43.000 persone su temi come gli Investimenti Immobiliari, il Trading, il Business. Tutte ottime tecniche per poter diversificare le proprie entrate potendole rendere anche automatiche. 

Cerchiamo di capire qualcosa in più.

Il Trading

Il trading ad esempio, è un ottimo strumento di guadagno che presenta diversi vantaggi. 

Puoi farlo dove e quando vuoi, dedicarci pochi minuti al giorno è un’attività adatta a tutti.

Il trading ha diverse declinazioni, ognuna con le sue caratteristiche: AB Forex per operare nel mercato del Forex, Commodity Spread Trading per sfruttare la stagionalità delle materie prime, Opzioni, dove è possibile guadagnare anche se il mercato è in perdita o le Criptovalute per guadagnare grazie al mercato liquido e volatile delle nuove monete come ad esempio il Bitcoin. 

Il Trading non è un gioco, ma un Business e come tale devi prima studiare, poi pianificare e alla fine agire.

Gli Immobili

Una seconda tecnica di guadagno sono gli Immobili. Investire in Immobili sembra difficile e complesso, ma anche in questo caso se sai come fare e se ti affidi a chi prima di te ha ottenuto risultati, tutto risulterà più semplice. 

Nel settore degli immobili puoi diventare un investitore immobiliare e quindi imparare a comprare a sconto per rivendere a prezzi che permettano di darti un ROI e un ROE positivo, ma puoi anche dedicarti a dei settori più di nicchia dove c’è meno concorrenza, come il mercato delle Aste, degli Stralci o degli Affitti

Il mercato immobiliare è un mercato da oltre 300 miliardi di euro, che conta migliaia di operazioni ogni giorno e ti permette anche di poter cominciare a fare operazioni con la tecnica no money down, ovvero senza soldi. 

Infatti, uno dei vantaggi dell’immobiliare è la possibilità di accedere al mutuo bancario, che in alcuni casi può addirittura arrivare al 100%. 

Questo significa che le banche ti possono aiutare a fare operazioni immobiliari usando esclusivamente (o quasi) i loro soldi. È una leva estremamente efficiente, che ti permetterà di moltiplicare il tuo capitale molto rapidamente, ottenendo un ROE (return on equity) che può tendere all’infinito. 

Internet Business 

Un ulteriore metodo per avere delle entrate economiche slegate dal proprio tempo e dal proprio stipendio, sono i business online. Di cosa si tratta esattamente? 

Riguarda la creazione e la gestione di Business online che ti permettono di avere entrate automatiche una volta che il sistema è avviato. In questo caso devi avere una buona conoscenza del web, e saper generare nuovi contatti a cui vendere il tuo prodotto, per questo è importante avere anche una buona conoscenza del marketing.

Ovviamente questo non è legato solo a business online, ma è declinabile a business offline che vogliono sfruttare le potenzialità di internet per generare nuovi clienti ed avere quindi più vendite e fatturato. 

Tutte queste strategie concorrono alla realizzazione di entrate automatiche slegate tra loro e dal tuo tempo. Questo porta al raggiungimento della Libertà Finanziaria.

Quindi cos’è la Libertà Finanziaria?

L a L i b e r t à Finanziaria è un concetto legato ai tuoi sogni e alle tue ambizioni. Ma nella società moderna è molto difficile avere il tempo per i propri sogni, soprattutto in un periodo come questo.

Quali sono i sogni più comuni?

  1. Cambiare stile di vita: avere un alto livello di qualità della vita che vuol dire sognare una casa più grande, desiderare un’auto di un certo comfort e volere più tempo da passare con la propria famiglia. 
  2. Vivere in un mondo migliore. Spesso si ha il desiderio di aiutare le persone più in difficoltà, ma è difficile che si faccia qualcosa in questo ambito se non si ha la giusta predisposizione mentale. Perché si pensa di “non avere abbastanza soldi” quando il problema reale non è quello, ma l’attitudine che abbiamo nei confronti del denaro. 
  3. Diventare una persona migliore. Siamo sempre alla ricerca di nuove sfide e modi per trasformarci per diventare la versione migliore di noi Ad ogni sogno corrisponde un’ambizione, ma la maggior parte delle persone invece di guardare al futuro, vive nel passato, e rimane legata ai sogni che ha realizzato tanto tempo fa. Devi essere tu il primo a combattere per il tuo futuro e per la persona che vuoi diventare. 

Se non lo fai tu per primo, nessuno potrà mai farlo al tuo posto. 

L’evento più importante in Europa di formazione finanziaria è il Wake Up Call, che ti fornisce proprio gli strumenti di cui hai bisogno e ti dà un piano preciso da mettere in pratica per trasformare la tua vita, oltre a presentarti tutti i metodi e le tecniche per poter ottenere diverse entrate economiche. 

Questo evento fornisce le basi per l’educazione finanziaria che nessuno ti ha mai insegnato e ti aiuta a capire qual è la tua situazione finanziaria attuale, come spostarti da dove sei e come costruire la strada verso un futuro diverso. 

Tutti i punti salienti toccati in questo articolo potrai approfondirli all’interno del sito www.alfiobardolla.com per avere una visione a 360° del mio lavoro come Coach di finanza personale. 

Formati e comincia il tuo percorso verso la libertà finanziaria.

Alfio Bardolla

Se ne parlò per la prima volta nel 1998 attraverso la mailing list dei cyberpunk, un gruppo di cryptographers di grande influenza nel mondo digitale.

I cryptographers erano noti per aver portato avanti battaglie che ci hanno permesso di utilizzare tecnologie spesso malviste dai sistemi di potere ed anche per aver condotto attacchi alle autorità governative utilizzando la rete. Tra questi cryptographers c’era l’inventore di BitTorrent, quello del peer-to-peer, che si chiama Bram Cohen.

C’era anche Julian Assange di WikiLeaks. E c’era anche lui…

un certo Satoshi Nakamoto.

Satoshi Nakamoto sarà il futuro creatore di Bitcoin, esperto di cryptocurrency e moneta elettronica.

A dire il vero il primo a parlare di criptomoneta non fu proprio lui, ma il programmatore Wei Dai, che per facilitare
l’e-commerce propose, sempre in quel lontano 1998, una sorta di valuta digitale chiamata B-Money. Alcune caratteristiche di questa moneta, come la non tracciabilità e l’autonomia dall’autorità centrale, sarebbero stati elementi centrali del Bitcoin, che della criptomoneta è una delle prime implementazioni.

Satoshi Nakamoto iniziò a lavorare al progetto Bitcoin nel 2007, terminandolo due anni dopo e diventando ufficialmente il padre di una moneta digitale che non viene creata da una Banca Centrale ma da chiunque voglia partecipare a sostenere la rete mettendo a disposizione forza computazionale (hardware/computer).

Del padre di Bitcoin si sa veramente poco. Satoshi Nakamoto è uno pseudonimo e si presume che, chiunque egli sia, possa essere di origini giapponesi.

Anche se il primo software di Bitcoin rilasciato al pubblico pare non avesse una versione giapponese.

Altro non si sa sull’identità di Satoshi Nakamoto. Dal suo lavoro si deduce che sia un grande esperto di criptografia, ma non ci sono messaggi scritti da lui, o su di lui, sulle mailing list dedicate a questo argomento.

Inoltre, per il suo lavoro su Bitcoin ha spesso utilizzato strumenti che l’hanno reso anonimo o invisibile.

Certo è che Satoshi Nakamoto non fa più parte dell’attuale progetto Bitcoin dalla fine del 2010 ed i messaggi più recenti indicano che è andato per sempre.

Molti hanno ipotizzato che quella di Satoshi, nome che pare possa significare “saggezza”, sia stata un’identità creata ad arte per nascondere il vero creatore, o il gruppo di creatori, di Bitcoin.

Altri lo considerano un individuo anonimo e leggendario che utilizza le sue conoscenze per ispirare chi ha un’indole hacker.

Online si trova di tutto su Satoshi Nakamoto: chi dice che è vivo e che vuole distruggere il sistema bancario, chi scrive che è stato anche un responsabile di Napster, chi dice che è morto e chi che è stato ucciso.

Comunque siano andate le cose, nel 2009 nasce Bitcoin, sviluppato intorno all’idea di utilizzare la criptografia per controllare la creazione e il trasferimento di denaro, invece che appoggiarsi alle autorità centrali.

Autorità centrali che oggi possiamo identificare in Europa come la BCE e in America come la Federal Reserve.

E questa è la più grande ambizione del Bitcoin e probabilmente la più grande ambizione di questo nuovo secolo.

Ma non finisce qui.

Perché Bitcoin ha avuto anche il merito di aprire la strada a qualcosa che sarebbe andato ben oltre una rivoluzione esclusivamente legata al denaro.

Se hai mai pensato che un ragazzo, poco più che maggiorenne, con una semplice ma potente idea potesse essere in grado di riorganizzare e migliorare molte delle interazioni economiche che tutti i giorni accadono sul pianeta Terra, questo è esattamente ciò che ha fatto Vitalik Buterin con il progetto Ethereum.

Ma questa è ancora un’altra storia, e se vuoi, puoi approfondirla nel video numero 5 che trovi in home page su https://etherevolution.eu.

Per Aspera ad Astra.

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